Perché un’isola?
Lo svolgimento delle attività della vita moderna si realizza -è perfino banale ripeterlo- attraverso il costante sacrificio di esigenze personali e collettive. Più intensa e nevrotizzante è la vita quotidiana, più la saturazione personale per ciò che si è costretti a fare cresce, e con essa l’urgenza della ricerca di uno spazio psicologico che ciascuno possa completamente dominare e godere.
Purtroppo non accade nemmeno facilmente che, una volta “staccata la spina”, abbandonate cioè le ordinarie necessità lavorative, si possa poi finalmente rendersi davvero disponibili a se stessi. Ciò che spesso accade è il ricorso ad una nuova organizzazione, il rendersi disponibili non a se stessi ma ad un nuovo ordine turistico precostituito, una nuova fatica, sia pure “divertente”.
Un’isola, al contrario, già richiama per se stessa l’idea di una separatezza dal mondo. Così perciò è per il Giglio, che è tuttavia nella dimensione giusta per non essere né un regno di solitudine né così grande da somigliare troppo al continente.
In essa è allora possibile godere di uno spazio in cui ciascuno può collocare i suoi ritmi più lenti di vita, organizzare la quotidianità secondo le proprie preferenze, vivere le sue giornate con un respiro difficilmente possibile altrove. Qui monaci ed eremiti e lo stesso Mamiliano, il santo venerato nell’isola, hanno cercato e trovato questa pace. Spazi e tempi che è necessario recuperare per sentirsi vivere, per sentirsi capaci di rallentare secondo una propria misura, e fermarsi davvero un po’ per godere della bellezza del mondo.
E la bellezza di questa isola, costantemente apprezzata dai mille e mille visitatori e cantata dai poeti, rimane intatta oltre gli eventi, oltre il ricordo delle battaglie, delle scorrerie e delle razzie cui essa fu sottoposta nel corso dei secoli.
Qui si può avvertire la possibilità di essere al tempo stesso fisicamente vicini ma psicologicamente lontani dal mondo quotidiano che assorbe, giorno dopo giorno, il nostro impegno e le nostre energie. Questo mare stupendo è la garanzia fisica e il filtro di questa dislocazione spaziale ed è lo scenario che contrassegna in modo originale i contenuti di queste parentesi di vacanza.
Perciò quello che qui ci unisce e momentaneamente ci separa, al tempo stesso, dalla nostra vita ordinaria e dalla routine quotidiana, è la bellezza.
La bellezza del Giglio. Ma questa te la porti dentro l'animo con il ricordo di un’esperienza incancellabile che ti segna, sicché sai che ci tornerai.
Tornerai dove devi organizzare solo al minimo le tue giornate, qualunque attività sportiva, per esempio, tu voglia praticare, e dove sono sempre gradevoli le presenze, delle persone e delle cose, tra le tante belle stradine, tra i movimenti del mare e la maestà della storia che domina dal Castello, qui costruito quando l’isola era un luogo importante per il dominio pisano dei mari.
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